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martedì, 29 luglio 2008

Mai più un'altra Eluana !


narrato da: laralara alle ore 10:24 | link | commenti
categorie:
martedì, 22 luglio 2008

Accade a Medjugorje

LA MADONNA FERMA IL TRENO

segreti2

Ecco la lettera scritta da una giovane insegnante il 10 ottobre 1983 e spedita alla direzione del settimanale “Il sabato” che la pubblicò nel dicembre dello stesso anno.

“La notte tra il 9 e il 10 agosto 1983 mi trovavo sull’espresso delle 22.30 Milano-Palermo. Ero assieme ad un mio alunno ed eravamo diretti ad Ischia. Verso le 23 mi sono sdraiata nella mia cuccetta: ero agitata ma avevo viaggiata tutto il giorno e mi addormentai quasi subito, dopo aver detto una preghiera veloce alla Madonna di Medjugorje dove ero stata in pellegrinaggio dal 31 luglio al 5 agosto. Non so esattamente quanto tempo passò ma poco prima di fermarci a Bologna feci un sogno chiarissimo: vidi due treni che stavano per incrociarsi (uno proveniente dal nord e l’altro dal sud). In lontananza apparve una figura luminosissima vestita con un lungo abito grigio-azzurro e un velo bianco che ricadeva leggermente sulla fronte: aveva le braccia un po’ aperte ma non riuscivo a scorgere il viso. Poi questa figura con un gesto calmo e lento fece un cenno ai treni, come chiedesse di rallentare e, nel sogno, l’immagine si fece più vicina. Potevo vedere chiaramente l’abito, ma il viso era così luminoso che non potevo distinguere altro che una espressione molto seria in un viso dai lineamenti molto fini e dolci. Poi la figura benedisse i convogli. A questo punto ho visto chiaramente il conducente di un treno tirare disperatamente la leva del freno (il macchinista poteva avere 40-50 anni) e poi coprirsi il volto con le mani. Mi sono svegliata molto tranquilla: il treno era fermo a Bologna (dove è rimasto tre ore): ho girato fianco e ho dormito fino al mattino seguente. Il 10 agosto sono venuta a sapere che avevano messo una bomba sul binario della linea Milano-Palermo in prossimità di Vaiano e che l’ordigno era esploso davanti all’espresso 751 (cioè il treno partito due ore prima del mio sulla stessa linea) anziché sotto, cosa che ha evitato una strage, tenendo anche presente che lo spostamento d’aria avrebbe scaraventato il treno proveniente da sud (che incrociava davvero in quell’istante il 751) nella scarpata adiacente. Soltanto dieci giorni dopo tornando a casa e sentendo bene il racconto appreso dai giornali, ho potuto riscontrare una corrispondenza incredibile tra i particolari del mio sogno e la scampata tragedia”.

La stessa insegnante ha raccontato di aver riconosciuto l’aiuto macchinista, il cui volto coincideva con i particolari del sogno.

 

 

Cfr. Ampelio Valentini, La Madonna ritorna sulla terra 
da Il seme di Medjugorje
narrato da: laralara alle ore 12:29 | link | commenti
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venerdì, 18 luglio 2008

Il colore della vita

In questo mondo in cui c'è sempre

meno spazio per la condivisione e la pietà

rallentiamo un poco il passo

e poniamoci al fianco di un anziano.

narrato da: laralara alle ore 12:39 | link | commenti
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lunedì, 14 luglio 2008

Gloria Polo

Brano tratto dalla Testimonianza di Gloria Polo, di professione dentista, colpita e quasi incenerita da un fulmine, condannata da Nostro Signore nel giudizio particolare e poi tornata in vita e risanata per un grande atto di carità di un suo conterraneo:

Il male che si può fare con la maldicenza

 Anche mentire è rubare. In questo ero esperta, sapete? Perché satana diventò mio padre. Infatti, tu puoi avere per padre Dio, o satana. Se Dio è Amore, e io ero odio, chi era mio padre? Se Dio mi parla di perdono e di amore a coloro che mi fanno del male, mentre io dicevo che “chi me la fa me la paga”, ero vendicativa, bugiarda; e se satana è il padre della menzogna, allora chi era mio padre? Le menzogne son menzogne, e satana ne è il padre. I peccati della lingua sono terribili! Vedevo tutto il male che avevo fatto con la mia lingua, quando criticavo, quando deridevo, quando davo nomignoli a qualcuno. Come si sentiva, quella persona! Come le faceva male il soprannome con cui la deridevo, creandole complessi d’inferiorità tremendi, capaci di distruggerla! Per esempio, chiamai grassa una persona che lo era, facendola soffrire; e a causa di questa parola, finì per distruggersi.

Vi racconto meglio. A 13 anni, facevo parte di quel gruppetto di amiche, al quale era un onore, per me, appartenere… Un gruppetto di ragazzine raffinate ed esperte. Il Signore mi mostrò come questa compagnia di “bravissime”, uccise spiritualmente una compagna di scuola. C’era in classe una bambina grassa, obesa. Le mie amiche cominciarono a tormentarla, a prenderla in giro, chiamandola con nomi offensivi, come foca, elefante, e altri. Ci prendevamo gioco di lei. Lo facevo anch’io, per non fare brutta figura con loro. Ora, nel Libro della Vita, vedevo come questa poveretta aveva sempre più complessi per la sua obesità. Si guardava allo specchio, e ogni volta si vedeva più brutta. Così cominciò ad odiarci, e ad odiare se stessa; e quanto più si guardava, tanto più si odiava. E l’odio è morte, è morte per l’anima. In preda a questa disperazione, la ragazza un giorno bevve una bottiglia di iodio, per vedere se fosse dimagrita! Ma sapete quello che successe? Sapete come finì, per colpa dello iodio? Quasi cieca! Ebbe una forte intossicazione, e restò quasi cieca! Per questo non tornò a scuola! A noi non importò saperlo! Non la vedemmo più, e non c’interessò sapere il perché!

Per questo vi dico, fratelli, che i peccati collettivi sono molto gravi, gravissimi. Perché sono peccati nostri, personali! Il peccato di quella ragazzina, fu il nostro peccato. Il peccato della comunità, è anche il tuo peccato, perché non hai fatto niente per evitarlo! E ciò non vale solo per il peccato individuale, ma anche per quelli dell’umanità, per i quali non hai fatto nulla affinché si potessero evitare.

Il potere della parola…! Distruggemmo quella ragazzina, mettendole dei soprannomi; il demonio entrò e la rovinò, e adesso lei può a sua volta distruggere altri, con il suo odio, così vanno formandosi le correnti del male. Dove c’è odio, là c’è il maligno. Ecco come assassinammo una compagna di scuola. Uccidemmo la sua anima!

Vent’anni dopo… Avevo una cugina molto carina; le insegnavo, le consigliavo come vestirsi, come valorizzare il suo corpo, truccarsi, ecc. Un giorno si ustionò gravemente, oltre il 70% del corpo. Solo la faccia non si bruciò. Ma era molto grave, poteva morire.

Io m’infuriai, m’infuriai con Dio, andai nella cappella dell’ospedale, e dissi: “Dio, se esisti, provamelo! Dimostrami che esisti, salvala!”. Figuratevi la mia superbia! Ebbene, mia cugina si salvò. Ma rimase completamente ustionata, con gravi cicatrici. Le mani restarono deformate… Una tristezza. A quell’epoca stavo già bene economicamente, e la portavo a passeggio, a volte in piscina. Ma quando la mettevo in acqua, tutta la gente usciva protestando e diceva: “Che schifo! Ma perché esce di casa con questa creatura? Viene qui a rovinarci le ferie!”

Questo dicevano, le persone che la vedevano! La gente è cattiva, perversa, egoista, quando parla così, vedendo la disgrazia degli altri. Di conseguenza, mia cugina cominciò a non voler uscire di casa. Arrivò al punto di aver paura delle persone! Ed infine ad odiarle! (Piange). il Signore mostra, a ciascuno di noi, quando abbiamo messo in ridicolo un fratello, senza una goccia di compassione. Che diritto hai di far soffrire qualcuno, mettere soprannomi, e chiamare con nomi offensivi, senza sapere quello che la persona prova? Che diritto hai d’essere tanto crudele? Dio ti mostrerà quante persone hai assassinato solo con una parola! Vedrai il potere terribile che ha la parola, di uccidere le anime.

 Tratto da: Testimonianza di Gloria Polo continua►clicca qui

narrato da: laralara alle ore 11:38 | link | commenti
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giovedì, 10 luglio 2008

La condanna a Morte di Eluana

E così Eluana è stata condannata a morte. Morirà di fame e di sete. Una morte lenta e dolorosa, che nessuno di noi si augurerebbe. Il suo reato? Non essere intelligente da anni o almeno non sembrare di esserlo (ma chi stabilisce quanto bisogna essere intelligenti, per aver diritto alla vita?) E’ in stato vegetativo in seguito ad un incidente. Lo stato vegetativo non è il coma. Esistono momenti di veglia e di sonno.

E’ uno stato che in realtà non si conosce a fondo, come avviene per tantissime altre esperienze umane che sono al di fuori del tangibile.

Mi è capitato di leggere una lunga testimonianza di una ragazza che era rimasta in stato vegetativo per molti anni e poi si è ripresa. Raccontava di capire tutto, ma di non poter comunicare. C’erano infermiere che la schernivano, le dicevano “Brutta scimmia quand’è che schiatti ? Guarda che schifo che fai !” Per lei non era neppure possibile piangere. Solo sua madre riusciva a percepire la sua agitazione. Poi è stato necessario operarla ad un piede, ma, poiché tutti pensavano che non sentisse niente, l’intervento è avvenuto senza anestesia. Ha detto che è stato atroce. Ha sentito che sarebbe stata operata, era terrorizzata, e ha subito ogni sofferenza senza potersi neppure difendere. (Tempo fa anche i neonati venivano operati senza anestesia, considerati insensibili al dolore dalla scienza.)

Il testamento biologico è una stupidata, poiché nessuno sa realmente come potrebbe reagire trovandosi in una determinata situazione. L’istinto di sopravvivenza e la capacità di adattamento degli esseri umani sono molto forti.

Una signora di mia conoscenza, che era caduta in coma profondo (uno stato quindi più grave di quello di Luana) in seguito ad un ictus, mi ha poi raccontato di essere stata cosciente del suo stato di coma. In quei due mesi le era capitato di percepire la presenza delle persone che venivano a trovarla (e anch’io avevo avuto la sensazione che reagisse alle carezze, ma il medico lo aveva escluso, parlando di riflessi involontari !). Mi ha poi narrato di aver ricevuto, sempre durante il periodo di coma, la visita di una sua cugina, cui era molto legata. La cugina l’aveva invitata ad alzarsi, ma lei le aveva risposto di non poterlo fare per via del coma. La cugina le aveva però detto che poteva sicuramente farlo, insieme erano uscite dalla stanza e si erano fermate in un atrio in fondo all’ospedale. Hanno incominciato a parlare della loro vita, del loro passato e delle loro famiglia. La cugina le ha fatto presente di essere in partenza per un lungo viaggio e di essere passata appunto per salutarla. La sig.ra malata ha chiesto allora di poter partire con la cugina, ma questa le ha ricordato che era madre di bimbi ancora piccoli e non era dunque per lei ancora tempo di partire. Si sono così salutate e la sig.ra, pur temendo di non farcela, è tornata senza problemi nel suo letto.

Il marito di questa signora, una donna molto semplice e analfabeta, per nulla incline a fantasie, mi ha poi fatto sapere che questa cugina era morta nel periodo in cui sua moglie era in coma, ma non glielo avevano ancora comunicato, per riguardo al suo stato di convalescente.

narrato da: laralara alle ore 09:41 | link | commenti
categorie: gratitudine
lunedì, 07 luglio 2008

Le dieci ragioni per cui ho deciso di smettere di lavarmi...!

In una parrocchia americana, il parroco, decisamente seccato dalle scuse addotte nel corso degli anni dai parrocchiani per non andare a messa,, inserì "I dieci motivi per cui non mi lavo mai" nel bollettino domenicale:



1. Sono stato obbligato quando ero piccolo.
2. Le persone che si lavano sono ipocriti: pensano di essere più puliti degli altri.
3. Ci sono così tanti tipi di sapone, che non so decidere quale sia il migliore.
4. Ero abituato a lavarmi, poi ho cominciato ad annoiarmi ed ho smesso.
5. Mi lavo solo in occasioni particolari, come Natale e Pasqua.
6. Nessuno dei miei amici si lava.
7. Comincerò a lavarmi quando sarò più vecchio e più sporco.
8. Non riesco a trovare il tempo.
9. Il bagno non è mai caldo abbastanza in inverno o fresco a sufficienza in estate.
10. I produttori di sapone cercano solo i tuoi soldi.

Da: qumran.net

narrato da: laralara alle ore 09:39 | link | commenti
categorie:
venerdì, 04 luglio 2008

NESSUNO PUÒ FINIRE ALL'INFERNO SENZA SAPERLO

"NESSUNO DI VOI PUÒ FINIRE ALL'INFERNO SENZA SAPERLO"

ESORCISMO DELL'11/08/1983

IL SANTO TIMORE DI DIO

Demonio - È un grande successo per noi che la Chiesa oggi parli sempre meno del santo e salutare timore dell'Altissimo. Grazie alla nostra subdola opera, alcuni preti non ne parlano affatto; o perché non ci credono più nemmeno loro, o perché se ne vergognano, temendo di apparire inge­nui e superati. Al contrario si coltiva il ti­more delle leggi, il timore dell'uomo, il ti­more delle umiliazioni, ma del timore del­l'Altissimo va sparendo perfino l'ombra. Noi demoni siamo diventati i più gran­di predicatori della Misericordia del Cielo, ma la predichiamo disgiunta dalla giusti­zia e così vi portiamo fuori strada, vi fac­ciamo credere che i vostri peccati non solo non vi porteranno all'inferno, ma resteran­no del tutto impuniti. Sibilando nelle vo­stre anime che l'Altissimo è misericordio­so e non ricordandovi che è anche giusto (come se la giustizia fosse la negazione della Misericordia) vi portiamo a non ri­cambiare il suo amore, ma a calpestarlo, a offenderlo senza ritegno. Ed è quello che sempre più spesso fate, visto che, creden­do a noi, voi vi illudete che si possa calpe­starlo senza poi pagarne le conseguenze.

Se volete bene a voi stessi, se volete trovare delle ragioni convincenti per non peccare, imparate a valutare le cose, so­prattutto il tempo e l'eternità, alla luce del santo timore dell'Altissimo. Con lui non si scherza.

Vi ama, ma vuole che anche voi lo a­miate. Vi invita a credere fermamente nel­la sua Misericordia, ma senza sottovalu­tare anche minimamente, la sua giustizia.

Conservate sempre il santo e salutare timore dell'Altissimo, che si traduce nella paura dell'eterna dannazione, del fuoco eterno, con cui saranno torturati per sem­pre corpi e anime all'inferno. Ora basta! Io non volevo dire queste cose!

SIETE AVVERTITI CHE L'INFERNO ESISTE

Esorcista - Ti ordino di continuare nel nome di Dio.

Demonio - Nessuno di voi può finire all'inferno senza saperlo. Che esiste la pos­sibilità e il serio rischio della condanna eterna vi è stato detto e vi viene ricordato in molte occasioni dall'Altissimo. Con particolare frequenza ne sono avvertiti i Sacerdoti, che hanno un più stretto con­tatto con la Sacra Scrittura. Ma oltre che con la sua parola scritta, l'Altissimo, vi ricorda la realtà dell'inferno, e la possi­bilità per tutti di finirci dentro, parlando nell'intimo della vostra coscienza, o nel sonno, o con la morte di persone buone o cattive. Quando assistete un moribondo o uno che sia appena spirato e pregate per lui dicendo: "Signore, donagli il riposo eter­no, splenda a lui la luce perpetua. Riposi in pace. Amen", come è possibile che non vi ricordiate dell'inferno? Forse in quel­l'attimo ci pensate, ma poi vi rituffate nella vita frenetica di tutti i giorni e il pensiero del Giudizio dell'Altissimo e dell'inferno si dilegua, così come all'alba le deboli luci delle stelle spariscono quando il sole vi abbaglia della sua luce.

Quando qualcuno sta morendo dovre­ste pensare che si sta giocando per quell'a­nima l'ultima carta: lì attorno ci sono an­che, presenti come avvoltoi pronti alla ra­pina, molti spiriti cattivi che tutto fanno per trascinare quell'anima con loro all'in­ferno.

(N.dR. Un tempo, quando veniva suo­nata la campana dell'agonia, la gente, ovunque si trovasse, si sentiva invitata alla preghiera epensava: "Qualcuno in questo momento sta morendo, bisogna pregare per quell'anima"; e molte invocazioni salivano al Cielo per la salvezza eterna di quel moribondo. Ora invece, la campana suona quando uno è già morto, quando è già giudicato, quando non c'è più per lui alcuna possibilità di salvezza).

E vedendo un uomo che muore, do­vreste pensare che un giorno toccherà a voi... morire... subire il Giudizio... e ve­dervi ancora accolti o rifiutati dal Cielo.

LA MISERICORDIA DI DIO CONTINUA A RICHIAMARE

Demonio - l'Altissimo non smette mai di richiamarvi, come farebbe ogni buona madre per distogliere i suoi figli da un pericolo. Nella sua Misericordia è dispo­sto a perdonarvi tutti i vostri peccati, per­ché vuole che nessuno di voi vada perduto.

Che cosa non ha fatto durante la sua vita terrena e con la sua passione e la sua morte spaventosa? Nulla ha tralasciato allora e nulla tralascia anche oggi per la vostra salvezza. Se l'Altissimo ha fatto e fa così tanto per salvarvi ciò è una conferma in più che anche per voi c'è il rischio di perdersi. E se l'Altissimo non sottovaluta questo rischio che correte, non dovete sottovalutarlo nemmeno voi, nel vostro interesse. Ma voi non avete ancora impar­to a volere bene a voi stessi!

Ricordatele voi per primi queste verità e non trascurate di ricordarle anche agli altri: non lo farete mai abbastanza. (Urla furiosamente).

IL TIMORE DELLA MORTE

Demonio - Fino a che uno è ancora vivo ha la possibilità di salvarsi, purché dica: "Pietà, Signore, pietà di me&